Il gioco può causare dipendenza e vietato ai minori
Consulta le probabilità di vincita sul sito del concessionario ADM

La terminologia del poker sportivo, per giocare una partita al Texas Holdem, sia in una poker room che in un casino online, avere la conoscenza necessaria per fronteggiare gli avversari con un linguaggio internazionale, per diventare un esperto giocatore. ADD ON – Aggiunta. Il costo aggiuntivo per avere altre chip quando giochiamo in tornei che permettono di acquistare altre puglie. AGGRESSIVO – Giocatore che tende a entrare spesso nei piatti, anche se ha mani marginali, spesso rilanciando.

ALL-IN – Puntare tutte le chip che abbiamo.

AMERICAN AIRLINES – Dalla compagnia aerea americana, il soprannome della mano iniziale formata da una coppia di Assi.

ANTE –  Invito. Le chip che tutti i giocatori devono mettere nel piatto prima delle distribuzione delle carte e che vanno ad aggiungersi alle chip di piccolo e grande buio. Le ante entrano in gioco dopo un certo numero di livelli di un torneo, quando i bui cominciano a essere alti.

AVERAGE –  Media. in base ai giocatori ancora in gioco, la quantità media di chip rimaste. Se siamo sopra la media, stiamo andando bene.

BAD BEAT – Brutto colpo. Perdere una mano, di solito all’ultima carta, il river, dopo essere stati sempre in vantaggio.

BANKROLL –  Risorsa finanziaria, fondo. L’ammontare in soldi veri che mettiamo a disposizione per giocare.

BEAR – Orso. Si dice di un giocatore molto conservativo, solido.

BET – Puntare. Mettere delle chip nel piatto se nessuno l’ha fatto prima. Iniziamo a puntare dopo il flop (prima possiamo solo bussare, rilanciare o lasciare). La puntata di almeno pari al grande buio.

BIG BLIND (BB) – Grande buio. Quantità di chip messa nel piatto da un solo giocatore (il grande buio, appunto) prima del flop. Il grande buio è il secondo giocatore alla sinistra del dealer. Si sposta ogni mano in modo che a tutti tocchi essere di buio. Ogni tot minuti, decisi in precedenza dagli organizzatori, la cifra del BB cresce.

BILATERALE – Progetto di scala che potrebbe chiudersi con due carte diverse. Esempio: in mano 7-8, sul tavolo 9-10. Con un 6 o un Jack faremo scala.

BLANK – Vuoto, in bianco. Gergo per indicare una carta che scende sul tavolo e che probabilmente non serve a nessuno.

BLUFF – Tattica che consiste nel puntare facendo pensare agli avversari di avere un punto forte quando invece non abbiamo niente. L’obiettivo é costringere il rivale a passare.

BOARD – Asse, tavolo. Nel gergo pokeristico indica l‘insieme delle carte comuni scoperte sul tavolo.

BOLLA – Fase di un torneo in cui manca poco all’assegnazione dei premi.

BOTTOM PAIR –  Coppia inferiore, ultima. Si usa quando facciamo una coppia con la carta più bassa del board.

BUY-IN – Quota d’iscrizione. Il costo, in denaro reale, per partecipare a un torneo.

CALL – Vedere. Accettare la puntata di un avversarlo, mettendo lo stesso quantitativo di chip.

CALLING STATION – Modo gergale per indicare il giocatore che tende sempre a chiamare le puntate e mai a rilanciare. Un giocatore debole.

CARD, CARDS – Carta, carte CHECK – Bussare. Non puntare nessuna chip, dando cosi la parola al giocatore successivo.

CHIP LEADER – Il giocatore con più chip in un determinato momento del torneo.

CLUBS – Il seme di fiori

COIN FLIP – Lancio della moneta. Colpo in cui le possibilità di vittoria per i giocatori sono divise quasi al 50%, o quasi. Esempio: coppia di 9 contro Asso e Re.

COMMITTED – Compromesso, implicato. E una situazione in cui, una volta entrati in gioco, siamo praticamente costretti a mettere tutte le nostre chip nel piatto, perché in relazione a quelle rimaste, il piatto é troppo alto per abbandonarlo.

CONNECTOR – Connettori. Carte private, quelle che abbiamo in mano, in sequenza: ad esempio, 9-10 o 6-5.

CONTINUATION BET – Puntata continuativa. Quando, dopo aver già puntato prima del flop (le prime tre carte scoperte), continuiamo a puntare anche successivamente.

COPPIA – Due carte uguali.

COWBOYS – Soprannome della mano formata da una coppia di Re.

CUT OFF – Gergo per indicare il giocatore che sta alla destra del bottone. DEALER – Bottone. indica il mazziere, il professionista o il giocatore che da le carte. Nell’azione di gioco é l’ultimo a parlare dopo flop, turn e river. Posizione importantissima perché e quello che ha più informazioni sugli avversari.

DIAMONDS – Il seme di quadri. DOMINARE – Situazione in cui un giocatore ha in mano una carta uguale all’avversario, mentre l’altra é più alta. Ad esempio: A-K contro A-Q. DONK – Asino. Moderna definizione di “pollo”. Uno che proprio non sa giocare a Texas Hold’em. DOUBLE UP – Raddoppio. Avviene quando un giocatore punta tutto e vince contro un rivale che aveva almeno la stessa quantità di chip e dunque gli fa raddoppiare il bottino. DRAW – Progetto. Quando a un giocatore manca un unico tassello per chiudere colore o scala. DRAWING DEAD – Spacciato. Trovarsi nella situazione in cui nessuna carta può far superare la mano dell’avversario. FAMILY POT – Piatto familiare. Una mano in cui decidono di entrare tanti giocatori. FLOP – Le prime tre carte comuni che vengono scoperte. FLUSH – Colore. Cinque carte dello stesso seme. Anche non incastrate a scala. Partendo dalla scala reale (il massimo), e il quinto punto più alto. FOLD – Passare. Lasciare la mano, non vedere una puntata buttando via le carte. FOUR OF A KIND – Il poker. FREEROLL –  Torneo senza costi d’iscrizione. In quasi tutte le poker room su internet sono previsti tornei di questo genere. FREEZEOUT – Torneo in cui siamo fuori quando rimaniamo senza chip. Non possiamo rientrare comprando altre chip. GAP – Squarcio, buco. Si usa per indicare uno “spazio” di valore tra le carte. Per esempio: 7-5. GUT SHOT – Letteralmente colpo allo stomaco. In gergo, quando abbiamo un incastro di scala (vedere voce relativa). HEADS UP – Testa a testa. Sfida tra due giocatori. Il finale per aggiudicarsi un torneo. Ma ci sono anche tornei di heads up, dove per andare avanti bisogna vincere un serie di slide a due. HEARTS – Il seme di cuori INCASTRO – Progetto di scala che si potrebbe chiudere con un’unica carta. li detto anche Gutshot. Esempio: in mano Asso e Donna, sul tavolo Jack e Re. Solo un 10 completerebbe la scala. IN THE MONEY – A premio. Spesso abbreviato con “Itm”. Andare a premio significa vincere soldi veri, piazzandosi nei tornei. KICKER – La carta di accompagnamento in una data combinazione. Spesso fa la differenza se il punto é lo stesso per due o più giocatori. LIMP – Letteralmente, zoppicare. In gergo, appoggiarsi, chiamare (call) sul grande buio prima del flop, le tre carte scoperte sul tavolo. LOOSE – Aperto. Si dice di giocatore che tende a giocare molti piatti, anche con mani non adeguate. LOOSE AGGRESSIVE – A differenza del giocatore “loose”, questo entra in tanti piatti, quasi sempre rilanciando. E un buon giocatore. Se pero gioca quasi sempre in questo modo si dice anche maniac. MAIN EVENT – Il torneo principale di una manifestazione. MARGINALE – Si dice di una mano non molto potente ma che I comunque si può benissimo giocare evitando di lasciare o fare fold come si dice nel gergo. MUCK – Nascondere. Non far vedere le carte al momento dell’aggiudicazione del piatto. NUT – La miglior combinazione possibile in una mano, considerando anche le carte comuni. OFFSUITED – Avere in mano due carte di semi diversi. ll contrario é suited, carte di semi uguali. ON THE BUBBLE – Sulla bolla. In gergo, sta a indicare la delicata situazione in cui si rischia di uscire all’ultimo passo dai premi. OPTION – Opzione. Se, prima del flop, non c‘e stato nessun rilancio, il grande buio può decidere se bussare (check) oppure rilanciare a sua volta. OUT – Le carte che mancano per chiudere un punto. OUTPLAY – Giocata strana, fuori dall’ordinario. OVERCARD – Carte superiori. Sono le carte personali più alte di quelle comuni scoperte sul tavolo. OVERPAIR – Coppia superiore. Quando abbiamo in mano una coppia dal valore superiore alle carte sul tavolo. Per esempio una coppia di Re in mano e sul tavolo ci sono 8, 10 e Donna. OVERALL RANKING – La classifica finale di un campionato a tappe. PATTERN – Ripetizione. Nello stile di un giocatore ci può essere una I tendenza a ripetere gli schemi di gioco. Ad esempio, ci può essere un giocatore che rilancia esattamente quattro volte al grande buio ogni volta che ha in mano una coppia alta. Se rilancia diversamente vuol dire che ha altre carte, come Asso e Donna. POCKET CARDS – Carte private. Le due carte coperte in mano a ciascun giocatore. POT Piatto – L’intero quantitativo di chip che viene aggiudicato in una determinata mano. PREMIUM HAND – Mano premio. Una mano molto forte, formata ad esempio da una coppia di Donne o da un Asso e un Re. QUADS – Poker. Quattro carte uguali. Terzo punto più alto possibile. RAG – Letteralmente brandello, avanzo. In gergo, carta piccola o insignificante sul tavolo (si dice anche blank). RAINBOW – Arcobaleno. Si dice quando le carte al flop, le prime tre comuni, sono tutte di seme diverso. RAISE – Rilanciare. Fare una puntata più alta della precedente. Deve essere come minimo il doppio. REBUY – Ricomprare una puglia dalla stessa entità di quella d’entrata, quando il torneo lo permette (si chiamano proprio tornei di tipo Rebuy). Di solito si può fare fino ai primi tre livelli di buio. RIVER – La quinta carta comune sul tavolo, la più importante perché chiude la mano. ROYAL FLUSH – Scala Reale. Scala colore che va dal 10 all’Asso. Il massimo punto possibile a Texas Hold’em. ROUNDER – Giocatore. RUNNER RUNNER – Da corridore. Chiudere un punto vincente grazie alla quarta e quinta carta comune. Di solito si usa quando si ribalta una situazione in cui si partiva svantaggiati. SATELLITE – Un torneo che mette in palio la partecipazione a un altro torneo, molto più importante. SEMI-BLUFF – Non avere un punto fatto in mano, ma rilanciare comunque perché c’e la possibilità di chiuderlo. Esempio: rilanciare con bilaterale o addirittura con una scala a incastro. SET – Fare tris con una coppia in mano e la terza carta sul tavolo. SHOOTOUT – Letteralmente gettare fuori. Particolare tipo di torneo dove passa al turno successivo soltanto il vincitore del proprio tavolo, di solito composto da sei giocatori. SHORT – Corto. Si dice di un giocatore al quale sono rimaste poche chip in mano. SHORT STACK – Quando un giocatore ha meno chip rispetto alla media. SHOWDOWN – Esposizione. Mostrare le carte dopo che e stata fatta, ed e stata vista, l’ultima puntata. Se una mano viene vinta facendo in modo che l’avversario lasci, lo showdown non e obbligatorio. In questo modo possiamo evitare di svelare il nostro eventuale bluff. SHUFFLE UP AND DEAL – Mischiate e partite. E l’invito che da il direttore del torneo ai mazzieri di ogni tavolo quando deve partire la sfida. SIT&G0 – Siediti e parti. Un torneo che ha un numero prestabilito di iscritti. Si chiama cosi perché ha una struttura molto veloce. E la formula preferita di gioco online, nelle poker room. Comincia quando, appunto, viene raggiunta questa determinata cifra, che va da sei a nove o in certi casi dieci giocatori. Ci possono essere Sit&Go anche da 27 giocatori, composti da tre tavoli e da nove partecipanti l’uno. SLOW PLAY – Giocare piano. Strategia di gioco dove, con una mano forte, si punta poco e magari non si rilancia per catturare l’avversario. in questo modo si evita di spaventare gli avversari, favorendo la crescita del piatto. SMALL BLIND (SB) – Piccolo buio. Quantità di chip, pari alla meta del grande buio, messa obbligatoriamente nel piatto da un solo giocatore prima del flop. Il piccolo buio e seduto alla sinistra del mazziere e alla destra del grande buio, di cui deve almeno pareggiare la quantità se non ci sono stati rilanci precedenti. Dopo il flop, lo small blind e il primo a parlare. SPLIT – Dividere. Piatto diviso tra due o più giocatori che hanno chiuso la mano con lo stesso punto, come ad esempio una scala di Donna. STACK – La quantità di chip che ognuno ha davanti. STEAL – Furto. Un giocatore di solito si definisce “in steal” quando cerca, dalle ultime posizioni, di accapparrarsi i bui con un rilancio sperando che tutti lascino. Il termine si usa anche quando qualcuno cerca di ottenere in questo modo un piatto dopo il flop. STRAIGHT – Scala. Combinazione che forma una serie di cinque carte. Quinto punto più alto possibile, nel Texas Hold’em. A parità di scala, vince chi l’ha fatta con la carta più alta. A differenza del poker classico, non contano i semi. A parità di valore, per esempio una scala alla Donna, si divide il piatto. STRAIGHT FLUSH – Scala colore. Cinque carte in sequenza dello stesso seme. Secondo punto più alto possibile, dopo la scala reale. SUITED – Vestito. Si dice se le due carte personali sono dello stesso seme. TELL – Segno. Gesto o comportamento involontario che in qualche modo rivela se un giocatore in quella mano ha un punto forte o no. TEXT-URE – Trama. Si utilizza quando si analizza la fase di gioco. THREE OF A KIND – Il nostro tris. TIGHT – Chiuso. Un giocatore che tende a entrare solo in poche mani, nelle quali si sente molto forte. Se in queste poche mani entra, ma rilanciando sempre, diventa in gergo un “tight aggressive”. TOP PAIR – Coppia massima. Quando si ha in mano la carta che si accoppia con quella più alta presente sul tavolo. Ad esempio, Asso e Donna in mano, mentre le prime tre carte scoperte sul tavolo sono Donna, 10 e 4. TRIPS – Gergo per definire un tris centrato con due carte del tavolo. Una mano fortunata. TURN – La quarta carta comune. TWO PAIR – Doppia coppia. UNDER THE GUN – Letteralmente Sotto la pistola. E’ chiamata cosi la posizione del giocatore che sta subito dopo il piccolo e il grande buio. Posizione brutta: e il primo a parlare quando ancora non ci sono carte comuni sul tavolo. Per questo e chiamato cosi. VALUE BET – Puntata di valore. si fa quando si ha di sicuro la mano migliore e si punta una certa quantità di chip che, in rapporto al piatto, quasi costringe l’avversario a vedere.